Simone Olla | Limonov

Autore: Emmanuel Carrère
Titolo: Limonov
Edizioni: Adelphi, Milano 2012
Traduzione: F. Bergamasco
Pagine: 356

Si veste di stile fascista Poutine come Limonov, Dugin come Herzog. Il fascista è lui, indubbiamente, ma può essere anche lui, o lui: Carrère romanza un’attitudine, il “modo in cui ciascuno di noi si rassegna al fatto ovvio che la vita è ingiusta e gli uomini non sono uguali: più o meno belli, più o meno dotati, più o meno attrezzati per la lotta. Nietzsche, Limonov e questa istanza in noi che io definisco “il fascista” dicono in coro: è la realtà, il mondo così com’è.” Leggi tutto “Simone Olla | Limonov”

Decimo Cirenaica | La versione di Barney

Autore: Modercai Richler
Titolo: La versione di Barney
Edizioni: Adelphi, Milano 2000
Pagine:  490

Tre donne nella vita dissipatadi Barney Panofsky, tre donne a scandirne equivoci, dimenticanze, oltraggi da vendicare e ferite da rimarginare: Clara che è Parigi, soffitte polverose anni cinquanta, taccuini, disegni a china e tradimenti; la seconda signora Panofsky che è «la tipica rappresentante di una schiatta, quella delle ereditiere ebree americane, che generalmente non gode di buona stampa»; e poi Miriam, adorata Miriam, che è celebrazione quotidiana di una mancanza, ammissione di colpa, morte in vita, versione di un amore. Tre donne oltre, in ogni caso, tre donne oltre la sua versione, di Barney Panofsky, ma dentro le storie che quella versione dei fatti hanno abitato, nei personaggi, oltre i finali ipotizzati, che non fanno una storia, semplicemente la concludono, oltre i sigari e whisky – quasi sempre Montecristo e Macallan, a volte Laphroaig – oltre gli scrittori e i loro libri, i figli e la famiglia, Parigi, Toronto e Montreal, oltre l’hockey e la televisione per sopravvivere, oltre quell’ultimo tip tap in ospedale, ancora un tentativo – dubi dubi da – prima di stramazzare sul pavimento, debole di malattia Barney Panofsky, l’ennesimo tentativo di vivere oltre, altrove, loop di errori da ripetersi periodicamente cambiando di volta in volta ambienti e persone, versioni dei fatti su cui ritornare (o che ritornano da sole) aggiungendo elementi di scena che comunque non cambiano gli eventi, l’evento: Boogie è sparito, ecco l’unico dato certo, e Barney lo aspetta, presto o tardi si farà vivo: «La mia ultima immagine di Boogie è quella del suo tuffo nel lago. Sono pronto a giurare sulla testa dei miei nipoti che è andata esattamente così; del resto Boogie era scomparso già un sacco di altre volte, e io non ho mai abbandonato la speranza. Ogni giorno, da allora, ho pensato che mi sarebbe arrivata una cartolina da Tašknet, o dall’Avana, o da Addis Abeba.»
[Invece… invece Bernard Moscovitch non è mai esistito, un po’ come quel francobollo celebrativo. Ma questa è la versione di Barney.]