Fabrizio Bolognesi | A history of violence

Di: David Cronenberg
Con: Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt
Produzione: USA, 2005
Durata: 90 minuti

Quest’ultima opera del regista canadese sembrerebbe, a prima vista, lontana anni luce dai classici temi che hanno da sempre albergato la sua poetica cinematografica; solo apparentemente perché ad una lettura più approfondita ci si rende conto che dietro la parvenza di una struttura lineare Cronenberg compie una summa della sua visione e delle sue risapute ossessioni
C’è tutto il sogno americano nelle prime sequenze di “A History of Violence”: una tranquilla famiglia che vive in una tranquilla città, una bella mogliettina che gioca ad interpretare una ragazza pon pon prima e durante un rapporto sessuale, due figli dai comportamenti esemplari. Poi il padre di famiglia sventa una rapina ai danni del suo locale, e qualcosa cambia. Dopo la visione della montata pacatezza della cittadina americana (un sogno che non c’è) emergono due temi scaturiti dall’ avvento in scena dei mass media nella vita di Tom Stall: un novello Trevis Bickle (da “Taxi Driver”) trattato come un grande eroe americano, con conseguente attenzione riservata all’individuo “bravo” perché apparso in tv e sui giornali. Ma con l’entrata in scena del “mafioso di città” i mass media si tramutano oltremodo in vera e propria arma mortale. Ed è questa una delle prime questioni portate alla ribalta dal film: l’arma di distruzione di massa chiamata tv, pronta a consumarci. Leggi tutto “Fabrizio Bolognesi | A history of violence”

Simone Belfiori | Caution Radiation Area

Area – Caution Radiation Area
Cramps Music, 1974

L’educazione alla complessità. È questo uno dei capisaldi che dovrebbe animare una nuova rivoluzione delle coscienze ; è indubbio negare che la massa propriamente detta risponda a logiche distinte dalla “persona”, e che in via generale sia inadatta a recepire messaggi troppo strutturati. È però indubbio che la “massa”, entità omologata e omologante per eccellenza, fonda la sua logica proprio sull’appiattimento reciproco degli individui, che agiscono certo per il proprio personale interesse, ma in modi acritici e affini ad una tendenza sovraordinata. Ed in tal caso, la qualità specifica dell’individuo viene dispersa, così come l’unicità che viene a costituirlo più propriamente come “persona”. Portare a livello popolare proposte complesse di interpretazione della realtà, lontane da semplici dualismi (quello politico ne è un esempio) o schematizzazioni, è la strada per l’educazione alla diversità. Concepire “più” pensieri e modi di intendere l’esistente è la strada per il ritorno all’unicità della persona nonché il cardine per destrutturare dall’interno l’omologazione stessa.
Lo avevano capito gli Area, che tentavano di mettere in musica una complessità “per il pubblico”, esperimento indubbiamente coraggioso soprattutto nell’Italia degli anni ’70. Il fermento del rock progressivo europeo ha spesso avuto propositi affini ma con il passare del tempo ha esaurito i suoi rivoli verso un olimpo per appassionati e cultori, eccezion fatta per pochi nomi illustri. Leggi tutto “Simone Belfiori | Caution Radiation Area”

Vincenzo D’Urso | La Fabbrica del consenso

Autore: Noam Chomsky, Edward S. Herman
Titolo: La Fabbrica del consenso
Edizioni: Il Saggiatore, 2008
Pagine: 502

Con la solita lucidità e sempre alla ricerca delle verità, Noam Chomsky ed Edward S. Herman, nel libro “La fabbrica del Consenso”, non si limitano ad affermare l’uso funzionale al potere dei mass media ma lo dimostrano con i fatti. Leggi tutto “Vincenzo D’Urso | La Fabbrica del consenso”

Simone Belfiori | Te la do io, la libertà…

Finanziare progetti di tecnologizzazione di aree in posizione subordinata o secondaria rispetto all’Occidente industrializzato: prospettiva certo non nuova e richiamata di recente da un dossier sulle reti pubbliche nazionali. Torna dunque in gioco la questione del Digital Divide, ovvero il divario digitale (inerente al possesso e alla diffusione di moderne tecnologie) evidenziabile tra le zone del globo, che assume implicazioni degne di attenzione soprattutto nel caso del suo connubio col settore della comunicazione. In una situazione geopolitica come quella attuale, delineatesi in maniera estremamente evidente i rapporti di forza, quali le prospettive per le “diversità” del mondo di poter lanciare – e far trasparire – messaggi differenti, se prive dei medesimi canali di scambio? Quale l’agibilità mediatica – e conseguentemente politico-culturale – di modus vivendi e operandi “altri”, al di fuori dei mezzi che il dominante Primo Mondo utilizza? Internet in primo luogo, ma anche tecnologia satellitare, telefonia mobile e tutto ciò che la rivoluzione digitale comprende sono la conditio sine qua non per la “trasmissione” globale della diversità? Leggi tutto “Simone Belfiori | Te la do io, la libertà…”

Simone Olla | Il mondo senza di me

Autore: Marco Mancassola
Titolo: Il mondo senza di me
Pagine: 180
Edizioni: Pequod, 2002

Il mondo senza di me, come sarebbe? Non cambierebbe nulla, sarei l’ennesimo addio, uno dei tanti; oppure sarei l’ennesima fuga, fra le tante. Come riconoscersi nell’addio o nella fuga? Come riconoscere l’addio e la fuga? È possibile un ordine? Prima l’addio e poi la fuga; oppure prima la fuga e poi l’addio? Leggi tutto “Simone Olla | Il mondo senza di me”

Francesca Del Campo | Una passione per Che Guevara

Autore: Jean Cau
titolo: Una passione per Che Guevara
Edizioni: Vallecchi, Firenze 2004
Pagine: 140

La cultura occidentale, imbevuta di razionalità cinica, esperta di ormai standardizzate strategie comunicative e nemica di un’effettiva pluralità di pensiero, ci ha insegnato che il primo strumento per combattere il nemico anche più pericoloso è quello di renderlo muto, di non fargli esprimere il proprio messaggio, tanto più se si tratta di un messaggio che potrebbe avere serie conseguenze sulla solidità dello status quo.
Esistono diversi mezzi per ridurre un nemico all’impossibilità di parlare: uno è eliminarlo fisicamente, una procedura non più utilizzata da chi, disponendo di più sofisticati mezzi di controllo, presta una minuziosa attenzione a non compiere mosse che potrebbero inimicargli una parte più o meno consistente dell’opinione pubblica. Vi è poi il sistema utile ed elegante di far scomparire nel nulla il nemico in questione, negandogli l’accesso ai mezzi di comunicazione di massa, attraverso i quali potrebbe convincere qualcuno della bontà delle sue opinioni: è un mezzo utilizzato di frequente e che, se chi ne subisce gli effetti non possiede potenti mezzi propri, ha una riuscita sicura con nessun rischio. Esiste poi un mezzo estremo, a cui si deve ricorrere quando il nemico diventa troppo forte: uno strumento costoso e di difficile applicazione ma molto efficace. Si tratta di purgare i messaggi sgraditi dei loro contenuti più pregnanti, allentarne il significato, metterli in sordina, ridurli a vaghe risonanze, fittizie ed eteree, prive di sbocco nella realtà, annegate in un’immagine utopica. Leggi tutto “Francesca Del Campo | Una passione per Che Guevara”

Simone Olla | Ecologia e sviluppo, un binomio insostenibile

Perché le condizioni di salute del pianeta non preoccupano abbastanza? Perché fa più paura il terrorismo internazionale invece che il surriscaldamento della Terra? Lo stile di vita che conduciamo incide in modo determinante nella formazione di un’opinione: è più pratico acquisire informazioni dalla televisione piuttosto che documentarsi su riviste specializzate, libri o  quotidiani. La “fiducia comoda” riposta nel progresso o nelle comunità scientifiche che hanno accesso ai grandi media  è causata dalla velocità dei tempi in cui siamo chiamati a vivere.
Eppur qualcosa si muove. Numerosi rapporti internazionali sul clima, infatti, sostengono che il livello attuale di CO2 (il principale fra i gas a effetto serra) nell’atmosfera sia di 379 ppm (parti per milione) di volume. Il limite massimo è stato individuato in 400 ppm, associando a tale valore un innalzamento della temperatura di 2°C rispetto al 1750, con gravi conseguenze sugli ecosistemi. I maggiori responsabili delle emissioni di gas serra nell’atmosfera sono i paesi industrializzati, che hanno affrontato il problema con una visione inevitabilmente globale, accompagnata ad un’azione locale: il Protocollo di Kyoto ha istituzionalizzato tale approccio. Leggi tutto “Simone Olla | Ecologia e sviluppo, un binomio insostenibile”