Alain de Benoist | Réponses

Cos’è la metapolitica? Perché si è spezzato il legame sociale? Come rispondere alla logica del pensiero unico? E ancora: individualismo, sovranità popolare, indipendenza, democrazia liberale, decrescita, forma-capitale, ecologia tra modernità e postmodernità. Questi sono alcuni dei temi trattati in questo viaggio filmico alla scoperta del pensiero del filosofo francese Alain de Benoist.
Il progetto si divide in tre volumi, ciascuno dei quali costituisce un documentario autonomo.

volume 1 (FR, 52min, 2017)
politica e metapolitica, identità, pensiero unico

volume 2 (FR, 52 min, 2018)
democrazia, sovranità, indipendenza

volume 3 (in produzione)
ecologia, decrescita, forma-capitale

réalisation: Simone Olla
camera e suono: Jérôme Walter Gueguen
montage: Simone Olla, Xavier Tesson, Edoardo Matacena, Jérôme Walter Gueguen

Diorama letterario n. 337

[di seguito il sommario del numero 337 di DIORAMA LETTERARIO – rivista di attualità culturali e metapolitiche]

IL PUNTO
Imparare dalle sconfitte? (Marco Tarchi)

LABORATORIO
Le opinioni di Alain de Benoist:
Dopo il primo turno della presidenziale
Vi piace la globalizzazione? Votate Macron
La “post-verità”? L’emozione consente la manipolazione
La demondializzazione, futuro delle nazioni?
I dipendenti pubblici e alcuni pregiudizi
Tre tigri e un’anatra senza testa
Identità e sovranità, due concetti indissociabiliùSu Trump e Le Pen
Macron non è la marionetta prefabbicata che si pensava fosse

L’INTERVISTA
Interventi di Marco Tarchi
Se arriverà al 40%, la Le Pen vincerà anche da sconfitta
Il populismo non è sconfitto
Risentimento e politica
Nessuno rifugge dalla tecnica del polverone
Renzi come Macron?
La Lega di Salvini e le sue prospettive
Dopo il primo turno delle elezioni amministrative dell’11 giugno: le prospettive del M5S e del centrodestra

OSSERVATORIO
In marcia! (Giuseppe Giaccio)
Dove va il Front National? (Marco Tarchi)

OPINIONI
Il compito dei veri europei (Gérard Dussouy)

DOCUMENTI
I sovranismi sociale, politico e identitario possono riconciliarsi (intervista di Jacques Sapir)

SCIENZE SOCIALI
Edoardo Novelli, La democrazia del talk show (Alfonso Noel Angrisani)

TRADIZIONI
Giuseppe Parisi, Itinerari e migrazioni (Giuseppe Del Ninno)

OFFERTE LIBRARIE
Libri in copia unica da una biblioteca personale

Diorama letterario n. 336

 

[di seguito il sommario del numero 336 di DIORAMA LETTERARIO – rivista di attualità culturali e metapolitiche]

indice
IL PUNTO
Caccia ai dissidenti (Marco Tarchi)

LABORATORIO
Le opinioni di Alain de Benoist su Macron? Tutto il contrario di un populista; Perché la “deradicalizzazione” è destinata al fallimento; La fantomatica opinione pubblica dei sondaggi; Il punto sul reddito universale; Il momento populista; Il popolo si schiera contro le élites; Riflessioni sul populismo

RIVISTE
Nouvelle Ecole n. 66 (Charles Maurras)

L’INTERVISTA
Interventi di Marco Tarchi su Un’alleanza Lega-Cinque stelle?; Il caso Raggi e il futuro dei Cinque stelle; Sulle evoluzioni del M5S; Sul travaglio del Partito democratico; Il flop Fillon e l’incognita Marine Le Pen

OSSERVATORIO
L’improbabile sbarco di Julius Evola negli Stati Uniti (Eduardo Zarelli)

IDEE
Massimo Fini, Il denaro, “sterco del demonio” (Auren Darien)
Joseph S. Nye, Jr., Fine del secolo americano? (Massimo Virgilio)
Michel Onfray, Pensare l’Islam (Alfonso Noel Angrisani)
Jeremy Rifkin, La società a costo marginale zero (Giuseppe Ladetto)

PRO E CONTRO
“Gilles”, di Pierre Drieu La Rochelle (Stenio Solinas e Marco Tarchi)

LETTERATURA
Fabio Finotti, Italia. L’invenzione della patria (Roberto Zavaglia)
Oronzo Cilli, Tolkien e l’Italia (Antonio Chimisso)

SCIENZE SOCIALI
Roberto Marchesini, Etologia filosofica (Alberto Giovanni Biuso)
Baptiste Mylondo, Un reddito per tutti (Giuseppe Giaccio)

Alain de Benoist | Jünger e la figura dell’Anarca

Lo scorso anno (1977 NdR), il Festival internazionale del libro consegnava a Ernst Jünger le Grand Aigle d’or de la ville de Nice per l’universalità della sua opera, allo stesso tempo letteraria e scientifica. Dopo qualche mese, le Magazine litteraire gli consacra un numero speciale ben documentato e, ancora più recentemente, una trasmissione realizzata da Franco Contini (“Ernst Jünger, una sentinella solitaria”) lo presenta alla televisione. In Germania, Jünger sembra al contrario diventato una sorta di strano coleottero: un insetto la cui presenza non si spiega nel paesaggio. È allo stesso tempo piacevole e triste che sia la Francia a rendere questi omaggi al più grande scrittore tedesco vivente. Vogliamo credere non si tratti di una moda.
Ferito quattordici volte durante la Grande Guerra, decorato con la Croce al Merito, la più alta decorazione militare tedesca, Jünger, durante gli anni venti, fu uno dei più straordinari rappresentanti di questa “generazione del fronte” che intendeva proporre ai suoi compatrioti un’ideologia “soldatique”, che alcuni hanno qualificato “nazional-rivoluzionaria”. Leggi tutto “Alain de Benoist | Jünger e la figura dell’Anarca”

Alain de Benoist | Jean Baudrillard

Poco prima della sua morte, per riassumere il suo itinerario, egli diceva di essere stato «patafisico a 20 anni, situazionista a 30, utopista a 40, trasversale a 50, virale e metaleptique a 60». Nella sua opera, si parla di simulacri, di virus, di strategie fatali, di strani attrattori, di seduzione. Tanto per dire che la sociologia di Jean Baudrillard non è una sociologia come le altre.

Nato a Reims nel 1929, in una famiglia originaria delle Ardenne (ma suo padre era un gendarme), è segnalato nella scuola primaria dai suoi istitutori e integra il liceo beneficiando di una borsa di studio. Un professore di filosofia lo inizia alla «patafisica» d’Alfred Jarry, ciò gli servirà più tardi per «[rompere] avec tout un faux sérieux philosophique». Nel 1984, Jean Baudrillard si ritrova in hypokhagne (lettere superiori) al liceo Henry IV a Parigi, ma volta presto le spalle al concorso di ingresso alla Normale superiore per stabilirsi come operaio agricolo, e poi come muratore, nella regione di Arles. Tornato nella capitale, termina i suoi studi alla Sorbonne, supera un concorso statale per l’insegnamento del tedesco e diventa professore di liceo. Per qualche tempo lettore all’università di Tubingen, il giovane germanista traduce Peter Weiss, Bertolt Brecht, Karl Marx, ma anche dei poemi di Hölderlin, oggi che scrivo ancora inediti. Leggi tutto “Alain de Benoist | Jean Baudrillard”

Stefano Di Ludovico | Il dono come nuovo paradigma sociale secondo il MAUSS

Nel suo celebre Saggio sul dono Marcel Mauss ha illustrato come il triplice obbligo di dare, ricevere e ricambiare – le tre fasi in cui si articola l’atto del dono – costituisca il fondamento del legame sociale delle società arcaiche, all’interno delle quali preoccupazioni e dinamiche di tipo relazionale sembrano essere privilegiate rispetto ad esigenze di natura prettamente economica, anche nell’ambito di processi che pur contribuiscono in maniera decisiva al soddisfacimento delle necessità vitali di una determinata comunità[1]. Il “Movimento anti-utilitarista nelle scienze sociali” (MAUSS), nato in Francia nel 1980 insieme all’omonima rivista e che vede tra i suoi principali animatori Alain Caillé e Serge Latouche, è tra le recenti scuole di pensiero quella che più direttamente intende rifarsi – anche nella sua stessa denominazione con relativo acronimo – alla lezione del grande antropologo francese, il cui saggio, apparso nel 1923-24, è considerato uno dei punti di riferimento obbligati dell’etnologia contemporanea. Punto di riferimento però non sempre inteso e valorizzato nella sua autentica ed innovatrice portata, destinato anch’esso ad essere letto secondo ottiche che troppo spesso hanno risentito delle influenze e dei pregiudizi tipici della mentalità moderna, secondo cui anche il dono, in ultima analisi, non sfuggirebbe ai presupposti economicisti ed utilitaristi che regolerebbero universalmente i rapporti tra gli uomini: il dono viene ridotto così ad una delle tante e diversificate forme che lo scambio di beni materiali ha assunto e può assumere nell’ambito della società e dei gruppi umani.
È proprio contro tale lettura parziale e riduzionista dell’opera di Mauss che il “Movimento anti-utilitarista” ha intrapreso la sua battaglia, per arrivare a porsi, recuperandone il significato autentico, l’ambizioso obiettivo di mettere complessivamente in discussione i parametri epistemologici dominanti oggi nelle scienze sociali, quei parametri che hanno indotto i suoi sostenitori a stravolgere l’insegnamento di quello che pur continua ad essere considerato uno dei padri fondatori della propria disciplina. In base a simili presupposti, quella del MAUSS non si presenta come una battaglia confinata ai soli studi relativi alle società arcaiche o primitive che dir si voglia, in modo da coinvolgere pochi specialisti del settore: la valenza rivoluzionaria della lezione di Mauss sul dono è per gli autori del “Movimento anti-utilitarista” tale da ribaltare le visioni dominanti della stessa società contemporanea, nei suoi risvolti non solo scientifici, ma anche etici e politici, secondo una prospettiva che dalla teoria finisce per chiamare inevitabilmente in causa la stessa prassi. Alla fine, nella scienza come nella vita, si tratta, secondo la nota espressione di Latouche, di liberarsi di quel “martello economico” che ci batte in testa e non ci permette di vedere altre dimensioni dell’esperienza umana che non siano appunto i gretti e materiali interessi economici[2]. A tale scopo, proprio l’analisi del concetto di dono, in riferimento alle società del passato come a quella attuale, e delle dinamiche relazionali che esso innesca, risulta essere decisiva, per le funzioni ed i significati, ancora poco vagliati, che il dono sembra rivestire in tutti i consessi umani e che il MAUSS ha cercato di indagare fin dall’inizio della sua avventura intellettuale.[3]
Leggi tutto “Stefano Di Ludovico | Il dono come nuovo paradigma sociale secondo il MAUSS”

Diorama letterario n. 328

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indice

IL PUNTO
Nemici falsi, nemici veri (Marco Tarchi)

LABORATORIO / Le opinioni di Alain de Benoist
Valls, il sergente reclutatore di Sarkozy
Quando una misura eccezionale può diventare la norma
Produttivismo e fine del riscaldamento globale: l’equazione impossibile
I mezzi per esistere e le ragioni per vivere (e morire)
Non serve a niente sopprimere l’Isis, se non si sa con cosa sostituirlo
Francia e Germania: una storia piena di malintesi che non sono stati rimossi

DOSSIER / Il comunitarismo diffamato
Comunitarismo. Perché tanto odio?
Il dato comune (Alain de Benoist)
Insostituibili comunità (Alain de Benoist)
Dagli al “comunitarismo”! (Alain de Benoist)
Le ambiguità del “multiculturalismo” (Alain de Benoist)
Il ritorno in scena delle comunità è una bella notizia (intervista a Michel Maffesoli)

L’INTERVISTA / Interviste recenti di Marco Tarchi
Tanti rischi per il premier, più che rottamare medierà
Verso un’egemonia populista in Europa?
Una nuova fase per la Lega Nord?
Le grigie prospettive della destra italiana

OPINIONI
Lettera al Papa (Archimede Callaioli)

IDEE
Alain de Benoist: Il trattato transatlantico (Eduardo Zarelli)
Charles Robin: La sinistra del capitale e dell’alta finanza (intervista all’autore)
Ermanno Rea: Il caso Piegari. Attualità di una vecchia sconfitta (Marco De Troia)

LETTERATURA
Svetlana Aleksievic: Ragazzi di zinco (Iacopo Nappini)
Massimo Zamboni: L’eco di uno sparo (Francesco Bergomi)

SCIENZE UMANE
Christoph Turcke: La società eccitata (Alberto Giovanni Biuso)

Diorama letterario n. 327


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indice
IL PUNTO
Imprenditori della paura (Marco Tarchi)

LABORATORIO / Le opinioni di Alain de Benoist
Hollande sarebbe stato un ottimo fruttivendolo
Il politicamente corretto, erede dell’Inquisizione
Quando si capirà che la Russia è il nostro alleato più naturale?
Semplificare il Codice del lavoro. Ma a vantaggio di chi?
L’immigrazione è l’armata di riserva del capitale
Si può essere francesi, patrioti e musulmani
René Girard: un eccesso di sistematizzazione
La pace è fragile e non sarà mai lo stato naturale di una società
Noi facciamo la guerra da loro, loro la fanno da noi

OSSERVATORIO
La compassione, una forma di censura del pensiero politico (Claude Karnoouh)
Il giorno in cui lo Stato islamico sarà riconosciuto (Gilles Munier)
“Gestione della barbarie”, breviario del jihadista (Gilles Munier)
Piccoli amici e un grande nemico (Giuseppe Giaccio)

L’INTERVISTA / Le opinioni di Marco Tarchi
Ancora su populismo e destre
Gli errori e l’ipocrisia dell’Unione europea
L’Europa è confusa e disarmata
L’islam, l’Occidente, il terrorismo
Sulla leadership di Salvini
A Salvini conviene andare oltre la destra
Il Front national vince perché non è di destra
Le prospettive del Front national

OPINIONI
L’uomo a una dimensione (Eduardo Zarelli)
Impronta ecologica e biocapacità del nostro pianeta (Giuseppe Ladetto)

IDEE
Diego Fusaro: Europa e capitalismo (Massimo Virgilio)
Pietrangelo Buttafuoco: Il feroce saracino (Giuseppe Del Ninno)